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1951: DE GASPERI SOTTOLINEA IL GRAVE PROBLEMA DELLA SOVRAPPOPOLAZIONE DELL’ITALIA

di Carpanix, 10 luglio 2005

 

Prima di commentare brevemente, cito un articolo riportato da “Cinquant’anni fa” del 26 settembre 2001, www.giornaledibrescia.it:


L’INCONTRO TRA TRUMAN E DE GASPERI — Il presidente degli Stati Uniti Truman e il presidente del Consiglio De Gasperi si sono incontrati ieri alla Casa Bianca per uno scambio di vedute sulla situazione internazionale nonché l’esame delle questioni di interesse comune per l’Italia e gli Stati Uniti. In una nota ufficiale si afferma che Truman e De Gasperi si sono trovati d’accordo «nel riconoscere l’importanza di perseguire lo sforzo congiunto delle nazioni libere unite in seno al Patto Atlantico per la salvaguardia della pace nel mondo». I due uomini di Stato hanno ribadito la convinzione dei loro governi che le nazioni libere «devono essere forti per preservare il mondo dall’aggressione». De Gasperi ha riaffermato che l’Italia è decisa a proseguire i suoi sforzi per la causa comune e ha esposto la necessità particolare del nostro paese di rafforzare la sua posizione economica come parte integrante del suo sforzo di difesa generale. Truman da parte sua ha assicurato a De Gasperi che gli Stati Uniti continueranno come in passato ad aiutare l’Italia e gli altri alleati «a realizzare la loro stabilità economica e sociale e ad aumentare la loro capacità di difesa». Il presidente americano si è dichiarato d’accordo con De Gasperi nel constatare che «la difesa dell’Europa è vitale per la salvaguardia del mondo libero». De Gasperi ha quindi espresso a Truman il desiderio italiano di una revisione del trattato di pace, riferendosi «alle contraddizioni esistenti tra questo trattato e la posizione attuale dell’Italia nella sua qualità di membro su piede di uguaglianza della comunità delle nazioni libere». Truman ha assicurato a De Gasperi che il governo degli Stati Uniti «è deciso alla revisione del trattato di pace italiano in uno spirito di giustizia e di amicizia» e ha espresso la sua certezza che «una soluzione soddisfacente sarà trovata per questa questione». De Gasperi ha messo l’accento anche sull’importanza della questione di Trieste e Truman ha affermato che il governo americano ne è perfettamente cosciente. Il presidente del Consiglio ha infine sottolineato la gravità del problema della sovrappopolazione dell’Italia e ha informato Truman degli sforzi del governo di Roma nella ricerca di soluzioni internazionali al problema dell’emigrazione italiana. «Gli Stati Uniti — ha risposto Truman — riconoscono pienamente la necessità di concludere accordi internazionali per regolare la questione del sovrappopolamento di alcuni paesi e contribuire nello stesso tempo alla valorizzazione di altre regioni».

Dunque, sui quotidiani del settembre 1951 si leggevano frasi come quella evidenziata. Frasi che sottolineavano come un’Italia popolata da poco più di 40 milioni di persone fosse un’Italia afflitta da un “grave problema di sovrappopolazione”.

Sono passati cinquant’anni, la popolazione è cresciuta di circa il 50% rispetto ad allora e continua a crescere al ritmo di circa l’1% all’anno (oltre 570.000 persone, secondo i dati ISTAT), eppure oggi ci sentiamo raccontare da una nutrita schiera di personaggi dalla dubbia attendibilità che l’Italia deve far fronte con ogni mezzo (dall’incentivazione della natalità all’incremento delle quote dei migranti in ingresso) al proprio presunto “spopolamento”.

Poco importa che un certo avanzamento tecnologico, i progressi nei trasporti e un più efficiente approvvigionamento di risorse provenienti dall’estero abbiano nel frattempo (e, a mio parere, solo temporaneamente) consentito di far fronte almeno su alcuni fronti alle esigenze di una popolazione sovrabbondante e in continua, vertiginosa crescita: il “grave problema di sovrappopolazione dell’Italia”, lungi dall’essere stato risolto, si è andato aggravando e continua ad aggravarsi, come non può fare a meno di notare nella propria esperienza quotidiana chiunque riesca a resistere all’indottrinamento al quale siamo sottoposti senza tregua.

Attenti ai mentitori incalliti.
Non c’è altro da aggiungere.
Carpanix


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