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IL PESO DELL’INFORMAZIONE

di Carpanix

 

Un breve articolo tratto da La Repubblica nel quale (giustamente) si sottolinea il peso dell’informazione sulla formazione della consapevolezza e sulle decisioni che da quella consapevolezza derivano. Attenti a questa frase: «Non di rado quando aumentano le informazioni in nostro possesso si modifica anche il giudizio finale su un certo provvedimento preso da chi ci amministra».

Nell’articolo il riferimento è alle decisioni circa i correttivi da mettere in atto allo scopo di mitigare l’inquinamento dell’aria nelle città. Il ragionamento può però essere agevolmente traslato alla situazione demografica nazionale: quale sarebbe il giudizio finale dell’opinione pubblica sulla corsa agli incentivi per la natalità, se fossero disponibili informazioni complete sugli effetti del sovraffollamento e della sovrappopolazione che affliggono il nostro territorio ed i suoi abitanti? Quale sarebbe il giudizio finale dell’opinione pubblica sulla presunta “necessità” di accogliere ulteriori persone dall’estero per evitare un altrettanto presunto “tracollo”, entrambi da verificare? Come cambierebbero l’attuale sentire comune e gli slogan che ne derivano, attualmente in gran parte indotti da una martellante opera di becera propaganda (che è cosa ben diversa da una corretta campagna di informazione)?

Ebbene sì, sarebbe proprio il caso che venissero fornite al pubblico informazioni complete, corrette e non di parte. Preferibilmente financo “asettiche”. Convinto che la maggioranza degli Italiani potrebbe esprimere una capacità di discernimento assai probabilmente dignitosa, auspicherei che tali informazioni “asettiche” venissero fornite non già ad una ristretta “giuria popolare”, ma alla totalità di quel popolo che dovrebbe essere (ma in realtà non è) sovrano. Le intenzioni dei nostri leader e dei media, evidentemente timorosi di essere sconfessati nel loro agire quotidiano, non sembrano proprio orientate in quel senso. Predicano dunque bene per poi razzolare male, come la saggezza popolare insegna essere consuetudine tra i potenti.

 

 

Cittadini chiamati a consulto sulle politiche antitraffico

SMOG A PROCESSO, LA PAROLA AI GIURATI

di Paolo Griseri

 

Una giuria popolare per dare la linea agli enti locali su targhe alterne e misure antismog. L’idea è dell’Università di Torino che la realizzerà insieme ai colleghi di Bologna e Trieste. La giuria sarà composta da 24 cittadini (sorteggiati rispettando i criteri di rappresentatività sociale e anagrafica) e a Torino si riunirà in due occasioni, il 18 e il 25 marzo. L’obiettivo è quello di «proporre alle autorità competenti una raccomandazione sulle soluzioni da adottare» per risolvere il problema dell’inquinamento. Luigi Bobbio, docente all’università di Torino, spiega che «questa è la prima volta di una sperimentazione del genere in Italia. All’estero, soprattutto nei paesi del nord Europa, la discussione nelle giurie popolari è una pratica abbastanza diffusa».

Addirittura in Inghilterra le autorità si sono impegnate a rispettare la raccomandazione o, in caso contrario, a trasgredirne le indicazioni solo dopo aver motivato la loro decisione.

La prima iniziativa italiana del genere è finanziata dal Ministero dell’Università e prevede due giornate di discussione. Saranno presenti gli assessori all’ambiente di Regione, Provincia, Comune, i vertici dell’associazione dei comuni, dell’Aci, dei commercianti e delle associazioni ambientaliste. «Il principale obiettivo della giuria – spiega Bobbio – è quello di verificare come si modifica l’opinione dei cittadini quando vengono informati dagli esperti sulle implicazioni di una scelta politica». Tutti i 24 giurati saranno infatti intervistati con un questionario prima di iniziare la due giorni di studio. E verranno nuovamente intervistati alla fine, dopo aver emesso il verdetto. «Non di rado – aggiunge Bobbio –, quando aumentano le informazioni in nostro possesso si modifica anche il giudizio finale su un certo provvedimento preso da chi ci amministra».

Non per caso la scelta dell’argomento è caduta su una questione che ha animato la discussione in città. Il ricorso alle targhe alterne e alle chiusure domenicali è stato più volte contestato, anche da alcune forze politiche di quelle maggioranze di centrosinistra che hanno deliberato i provvedimenti. Ora si tratta di capire quale differenza ci sia tra l’opinione dei cittadini che si informano attraverso giornali e tv e le convinzioni di coloro che hanno potuto assistere all’esposizione degli esperti. «Naturalmente – sottolinea Bobbio – non è immaginabile che il giudizio della giuria popolare possa diventare determinante per le amministrazioni. In questo caso infatti verrebbe messo in discussione il principio di sovranità. Noi abbiamo voluto proporre una strada che è per molti aspetti inversa rispetto a quella tradizionale del referendum dove i cittadini vengono chiamati a esprimere un giudizio vincolante per i politici a prescindere dal loro grado di conoscenza dei problemi. Con le giurie invece il giudizio non è vincolante ma è espresso da persone che sono state informate dai tecnici sulle conseguenze di determinati provvedimenti».

A Bologna la giuria si riunirà prima, il 5 marzo, e i lavori dureranno una sola giornata. Al termine verrà subito emessa la raccomandazione.

Da “La Repubblica” del 23 febbraio 2006, pag. III (Torino cronaca)