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ABITARE SU MARTE

 

Autore: Elpidio
Data: 18/08/03 - 00:02

 

Non è che voglio essere pessimista, ma quando leggo cose del genere, mi vien voglia di ridere solo per non incazzarmi.

Che la realtà spesso sia più avanti della fantasia, oggi non fa piu neanche notizia.

Siamo andati sulla luna con una “caravella” spaziale, giustamente oggi si vuole tentare il GRANDE passo verso marte.
Ma a che scopo?
Renderlo abitabile?
Ma abbiamo luoghi sulla terra che a confronto marte sembra un oasi perché non investire in questi posti per rendere la vita agli abitanti più accettabile?

Stiamo esaurendo le scorte di energia, cosa che ci porterà inevitabilmente a guerre tra popoli sempre più cruenti senza confini… Perché anziché sforzarci ad andare su un pianeta morto, non ci sforziamo a non far morire il nostro?

Questa é una notizia che ho trovato in rete [www.corriere.it]; a voi il commento:

 

Abitare su Marte, la nuova sfida del futuro
Trasfomare le caverne del pianeta rosso in abitazioni, rendendo l’aria respirabile.
Il segreto? Si chiama fotosintesi clorofilliana

EUGENE (OREGON) - Colonizzare Marte, un sogno che tra qualche anno potrebbe diventare realtà. Trasformando le grotte del Pianeta Rosso in abitazioni e laboratori in cui l’uomo possa vivere. Un tema affascinante, che è stato discusso a Eugene, nell’Oregon, nel corso di un mega convegno organizzato dalla Mars Society, una delle organizzazione scientifiche più attive nello studio di Marte.

GROTTE COME CASE - «Le grotte di Marte sono un posto sicuro su un Pianeta pericoloso - ha detto Penelope Boston, a capo di un progetto in parte finanziato dalla Nasa, che studia le possibilità di colonizzazione del quarto Pianeta del Sistema Solare. Una delle idee per trasformare questi anfratti in luoghi vivibili è quella di creare al loro interno delle bolle d’aria, biosfere «gonfiabili» fatte di nylon e plastica, gli stessi materiali usati per costruire le mongolfiere.

VIVERE SUL PIANETA ROSSO - Ma come si può sopravvivere su Marte? La sua atmosfera è composta da biossido di carbonio (95,32%) e altri gas come azoto (2,7%), argon (1,6%), ossigeno (0,13%), acqua (0,03%) e tracce di neon. Contro l’atmosfera terrestre composta al 78% da azoto, per il 21% da ossigeno e per l’1% da argon. L’aria del Pianeta Rosso è quindi irrespirabile perchè costituita per la maggior parte da anidride carbonica. La vera sfida è trasformare la CO2 in ossigeno grazie ad alcuni vegetali, come felci d’acqua e piante galleggianti, attraverso il processo della sintesi clorofilliana.

SOPRAVVISSUTI - In uno degli ultimi esperimenti messi a punto dagli scienziati, alcuni topi sono stati messi in un «terrario» in cui è stata ricreata l’atmosfera del Pianeta Rosso, fatto di materiale lavico e con all’interno bacinelle d’acqua, piante galleggianti e luci fluorescenti alimentate da pannelli solare. Risultato: dopo due giorni di permanenza «su Marte» i topini sono sopravvissuti, ma hanno avuto problemi di respirazione.

NUOVI ESPERIMENTI - Nel prossimo test, che verrà realizzato a settembre 2003, si prevede di mettere più piante nel micro-ambiente (che costituiscono anche l’alimentazione degli animali) e un igrometro per controllare l’umidità. A Novembre sono previsti invece degli esperimenti nel New Mexico, ma questa volta, anzichè roditori, le cavie saranno uomini che indosseranno vere e proprie tute spaziali per proteggersi.


 

CONQUISTE SPAZIALI: NUOVO OPPIO DEI POPOLI?

 

Autore: Carpanix
Data: 19/08/03 - ???

 

Quando mi capita di sentir parlare delle “frontiere dello spazio” mi viene da sorridere per l’ingenuità che dimostra chi crede che ambienti extraterrestri possano offrire una valvola di sfogo all’espansione demografica umana e, contemporaneamente, da incazzarmi a morte con coloro che, in mala fede, diffondono e sostengono queste false speranze ben conoscendone l’infondatezza.

L’espansione umana in ambienti extraterrestri è impossibile per almeno due ragioni:

  1. La mole di energia e materiali necessaria per “sparare in orbita” [cioè sullo “zerbino di casa”] anche una singola persona è immane e ne deriva un carico inquinante direttamente proporzionale. Si è mai provato a calcolare quanti pianeti Terra ci vorrebbero per riuscire a “traslocare” anche solo sul relativamente vicino Marte, che so..., un centinaio di milioni di persone e in quali condizioni sarebbe la Terra stessa dopo la loro partenza? Non ho i mezzi per farlo in prima persona, ma immagino che il risultato del calcolo potrebbe aprire gli occhi a molti e “sputtanare” molti altri. A che serve investire una quantità così spropositata delle nostre preziose risorse se, anche ipotizzando il massimo successo, praticamente nessuno potrà “beneficiare” dei risultati ottenuti?

  2. Come ben sa chi è solito viaggiare in Paesi diversi dal nostro, avventurarsi in luoghi esotici espone al rischio di contrarre malattie nei confronti delle quali il nostro organismo non è attrezzato. Se questo fatto vale per l’Italiano che si sposti, ad esempio, nel Ghana così come per il Ghanese che si sposti in Italia [ambienti diversi ma caratterizzati da una matrice biologica comune], quali effetti potrebbe avere l’esposizione ad ambienti completamente estranei alla nostra natura? C’è da augurarsi, poi, di non entrare MAI in contatto con forme di vita extraterrestri, poiché gli esiti di questo incontro potrebbe essere biologicamente fatale ad entrambi.

Inoltre, come già osserva Elpidio: quand’anche fosse possibile, è da ritenersi veramente così desiderabile vivere in un ambiente diverso da quello per il quale un processo evolutivo di milioni di anni ci ha plasmati? dov’è la convenienza nel condannarsi ad una vita “in bottiglia”, ammesso che una vita completamente artificiale sia sostenibile da parte del nostro organismo?

No, gente, curiamo il nostro orticello, non scherziamo col fuoco. E voliamo basso.

Carpanix


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