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IL PAPA: AIUTI ALLE MAXI FAMIGLIE

«Fare figli è un segno di coraggio, lo Stato tuteli i nuclei numerosi»

 

In udienza l’associazione che riunisce i genitori con oltre quattro bambini.
Il monito del pontefice: «Senza di loro non c’è futuro».
L’appello ai politici: «Servono sostegni».

 

CITTÀ DEL VATICANO — Fare figli è un segno di coraggio, senza figli non c’è futuro! [1] Papa Ratzinger saluta tra la folla dell’udienza generale l’associazione dei genitori con prole numerosa ed esalta le grandi famiglie, perché «costituiscono una ricchezza e una speranza per l’intero Paese» [2].

Martedì scorso l’Associazione nazionale famiglie numerose si è riunita in convegno a Castelfusano, vicino a Roma, per chiedere al governo maggiori aiuti che incoraggino veramente la ripresa demografica. [3] Non poteva mancare la partecipazione all’udienza con Benedetto XVI, che come tutti i pontefici è un convinto sostenitore della famiglia quale «cellula fondante della società».

Si sono presentati in duemilaseicento e dal Papa hanno mandato in delegazione una superfamiglia composta da nove figli — cinque femmine e quattro maschi, la più grande maggiorenne, la più piccola appollaiata sul braccio di mamma — con il padre stravolto dalla commozione. [4] Benedetto XVI ha stretto la mano ad uno agli otto ragazzi più grandicelli, schierati timidi e sorridenti accanto ai genitori, e ha dato la benedizione all’ultimogenita. Con la mamma papa Ratzinger ha parlato a lungo, mentre ha accettato con un sorriso un regalo dalle bambine.

Nel suo intervento il pontefice ha richiamato la centralità della famiglia, cellula fondamentale di ogni società, da lui definita «luogo primario» di accoglienza e servizio alla vita. «Nell’odierno contesto sociale — ha sottolineato — i nuclei familiari con tanti figli costituiscono una testimonianza di fede, di coraggio e di ottimismo, perché senza figli non c’è futuro!».

Benedetto XVI, come già il suo predecessore papa Wojtyla, ha incalzato le autorità governative ed il parlamento a varare dei provvedimenti, che sostengano realmente la famiglia. È questo, d’altronde, un tema su cui il presidente della Cei cardinale Ruini è intervenuto più volte nelle riunioni dei vescovi e su cui tornerà sicuramente nella prossima assemblea generale dell’episcopato fra dieci giorni.

«Auspico che vengano ulteriormente promossi adeguati interventi sociali e legislativi — ha proseguito il pontefice — a tutela e a sostegno delle famiglie più numerose, che costituiscono una ricchezza e una speranza per l’intero Paese». [5]

Nata a Brescia, alcuni mesi fa, l’Associazione nazionale famiglie numerose conta finora ottocento nuclei familiari aderenti e intende attirare l’attenzione delle autorità sulle esigenze delle circa duecentomila famiglie, che hanno più di quattro componenti. Un quinto è composto da immigrati. Per dare un’idea del crollo demografico del Paese basta ricordare che nel 1961 le grandi famiglie erano invece ben due milioni. L’Associazione lancia ora l’allarme: «Nel 2050 gli italiani saranno 52 milioni, cioè cinque milioni e mezzo meno di oggi». [6]

«In Italia le politiche familiari sono inesistenti. Dalle istituzioni, sia a livello nazionale sia locale, non giunge nessuna risposta alle nostre sollecitazioni». Così ripete severa Luisa Santolini, presidente del Forum associazioni familiari. [7]

Come accade ormai abitualmente l’intervento del Papa ha scatenato tra i politici la corsa all’approvazione e qualche zuffa tra centro-destra e centro-sinistra. «Il Papa ci invita ad attuare concretamente la laica Costituzione», ha affermato Luca Volontè (Udc), auspicando un’intesa bipartisan sul «quoziente familiare» nella prossima legislatura. I Popolari-Udeur hanno ricordato che «da tempo» chiedono interventi strutturali a favore delle famiglie e non misure una tantum come sta facendo il governo. «Con noi il Papa sfonda una porta aperta», dichiara il senatore Pedrizzi, di Alleanza nazionale. Angelo Sanza (Forza Italia) ha definito «giusto l’appello del Papa». [8]

Sarcastico nei confronti del Polo berlusconiano è il commento di Fioroni della Margherita: «Il governo in sede di promesse aveva assicurato uno stanziamento di 1.300 milioni di euro, poi passati a 1.140, e infine ne ha fatti sopravvivere solo 1.000». [9]

Marco Politi

 

Le famiglie italiane
(coppie per numero di figli e stato coniugale)
Numero di figli Coniugati Non coniugati TOTALE
3 941.294 18.215 959.509
4 143.455 3.987 147.442
5 26.362 1.156 27.518

6

9.352 649 10.001
TOTALE 13.519.118 510.251 14.029.369

La ripartizione geografica
  Coppie con 4 figli Coppie con 6 o più figli
Nord Ovest 19.538 1.198
Nord Est 18.078 1.360
Centro 13.885 1.066
Meridione 67.352 4.430
Isole 28.589 1.947
TOTALE 147.442 10.001

 

da “La Repubblica” del 3 novembre 2005, pag. 12

 


NOTE

Qualche parola, tra il serio e il sarcastico, a questo punto s’impone. Per non disturbare la lettura con continue interruzioni del testo originale e per consentirvi di ignorare agevolmente quel che potreste ritenere irrilevante, ho preferito raccogliere i miei commenti in queste poche note. [Carpanix]

[1] Parrebbe di poterne dedurre che chi non fa figli è un vile. In chiave ironica, mi sento invece di affermare che a far tanti figli quanti ne vorrebbero Ratzinger & C. «ci vuole proprio un bel coraggio!».
[2] Non contento, Ratzinger rincara la dose dando l’impressione di implicare, per contrasto, che le famiglie piccole sono una iattura costituite da personaggi di infima categoria e causa di impoverimento e demoralizzazione per l’intero Paese.
[3] Come se di aiuti non ne ricevessero già a profusione, contando tanto quelli diretti quanto quelli indiretti! Si tratta inoltre di risorse male allocate, dal momento che l’Italia di molte cose ha bisogno tranne che di una “ripresa” demografica. Ricordo, qualora vi fosse sfuggito, che la popolazione presente in Italia, già sovrabbondante, cresce al vertiginoso ritmo di circa l’1% annuo. Con tutto quel che ne consegue.
[4] Con nove figli ha più d’una ragione per essere “sconvolto”. Altro che commozione!
[5] Giusto per citare pochissimi esempi, Roberto Petrini sullo stesso numero de “La Repubblica” riporta a pag. 11: «La Lega ed il ministro del Welfare Maroni in particolare insistono sul bonus figli e alcuni dati confermerebbero l’efficacia della misura nel 2004 quando il tasso di natalità, cioè il numero medio di figli per donna adulta, è balzato a quota 1,33 (contro l’1,29 del 2003). [...] Ad affiancare la Lega è scesa in campo anche l’Udc». Nel numero del 19 ottobre della stessa testata, pag. 11, sempre Petrini ci informava che «Scajola (Fi) ha riproposto l’idea Moratti-Berlusconi di una restituzione delle spese per i libri di testo» (esempio di aiuti indiretti alle famiglie), donandoci pure l’edificante immagine di un «Alemanno (An) schierato a favore di misure permanenti come l’aumento delle deduzioni fiscali per i figli a carico». Questo per quanto riguarda una bella fetta del governo in carica nel 2005. Siccome l’opposizione non pare opporsi, se ne può dedurre che approvi l’operato del governo. Insomma, quando il padrone comanda, i servi corrono lesti.
[6]

Interessante uso del linguaggio in un pezzo che non viene presentato come commento, ma come informazione:

Forma tendenziosa (originale): Per dare un’idea del crollo demografico del Paese basta ricordare che nel 1961 le grandi famiglie erano invece ben due milioni. L’Associazione lancia ora l’allarme: «Nel 2050 gli italiani saranno 52 milioni, cioè cinque milioni e mezzo meno di oggi».

L’impressione suscitata nel lettore sarebbe stata ben diversa se le stesse cose fossero state scritte in quest’altra forma:

Forma corretta (modificata): Per dare un’idea della realtà demografica del Paese basta ricordare che nel 1961 le grandi famiglie erano invece due milioni. L’Associazione sostiene che «nel 2050 gli italiani saranno 52 milioni, cioè cinque milioni e mezzo meno di oggi».

Il che potrebbe essere anche vero (e sarebbe davvero auspicabile), se venisse mantenuto costante l’attuale basso tasso di natalità (che invece è già cresciuto dall’1,18 del 1995 all’1,33 del 2004) e se si interrompesse quel flusso immigratorio che è invece in crescita. Venendo meno una qualsiasi di queste due condizioni la popolazione presente in Italia continuerebbe a crescere (come attualmente accade al tasso dell’1% annuo proprio per via dell’immigrazione, illegali esclusi). Certo Ratzinger e i suoi servi mi perdoneranno se trovo il coraggio di affermare che la crescita della popolazione non è un bene.

[7] Per mia fortuna non avevo mai sentito nominare prima la “severa” Luisa Santolini. Evidentemente si tratta di donna poco informata (vedi note [3] e [5]) o che desidererebbe che i figli delle famiglie numerose (quelle con due o più figli) venissero mantenuti dai single e dai membri di quelle “squallide” famiglie composte da due-tre persone, genitori compresi. Eh sì, perché il gettito fiscale è quello che è e se qualcuno riceve benefici qualcun altro deve pagarli. Dovremmo dunque, secondo Ratzinger e Santolini, tornare alla antica tassa sul celibato? Mmm… chissà perché mi è appena venuta in mente un’intera gamma di considerazioni poco simpatiche.
[8] L’elenco dei servi è più lungo di quanto credessi.
[9] Come osservavo nella nota [5], anche l’opposizione zampetta scodinzolante ai piedi del “gigante” Ratzinger, sperando in una carezza o anche solo in uno sguardo benevolo. Fioroni infatti lamenta non già che il governo sta seguendo la strada sbagliata, ma che anzi non sta mettendo abbastanza vigore nelle proprie azioni. Diamine, questa sì che è opposizione!!!


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