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MORAL CHILDFREE

Traduzione italiana di Carpanix

 


“La vita è ingiusta” è lo slogan di molti, procreatori e non. Bene, se la vita è tanto ingiusta, perché continuare a condannare ad essa degli innocenti?

 

«Il mondo è freddo e crudele.»
«La vita è dura per tutti.»
«È un mondo dove cane mangia cane.»
«La vita è ingiusta, abituati.»

 

Sono sicuro che avete sentito gente, genitori e non, sostenere cose come queste. C’è una cosa che quella gente non sembra in grado di comprendere: se il mondo e la vita sono come essi lamentano, perché continuare a trascinarvi delle persone che, ipoteticamente, si “amano”?

Coloro che, come noi, decidono di non avere figli per risparmiare alla gente i problemi, la tensione e il dolore che la vita porta con sé vengono spesso accusati di essere persone negative. Noi preferiamo usare il termine “realiste”. Nel mondo esistono il bene e la gioia, e lo riconosciamo. Sono i nostri oppositori a voler nascondere il male sotto il tappeto, ricorrendo a slogan insensati che prendono in considerazione un solo lato della medaglia. Molti di coloro che non apprezzano il nostro punto di vista combattono contro i propri stessi demoni. Gli aspetti della vita che mettiamo in evidenza li fanno sentire inconsciamente peggio, per cui preferiscono rifiutare il nostro messaggio. Tutto quel che possiamo dire è che la verità vi renderà liberi, gli slogan politicamente corretti no. Affrontiamo la vita per quel che è – nel bene, nel male e nella semplice quotidianità.

Un numero infinito di orrori possono capitare ad ogni persona su questa Terra. La gente rimane colpita quando i propri figli vengono assassinati, rapinati, o stroncati in gioventù da qualche malattia mortale. Se seguissero i notiziari si accorgerebbero che cose del genere accadono a molti, ogni giorno. Come potrebbero i vostri figli essere immuni dagli orrori della vita? Scegliendo di trascinare dei figli su questo mondo, fondamentalmente li costringete a subire questa situazione. Non mi interessa se avevate sedici o diciassette anni quando siete diventati genitori: se eravate cresciuti nel fisico quanto basta per poter avere dei figli, allora eravate anche cresciuti nella mente quanto basta per poter leggere, pensare e, se non altro, vedere come funzionano le cose.

Quel che di buono ha da offrire la vita, come ad esempio un tramonto, non elimina né può eliminare gli uragani, i terremoti, le epidemie, gli assassini e le colonne intere di annunci mortuari che riempiono quotidianamente i giornali. Potreste dire che i giornalisti trascurano le buone notizie. Anche nell'eventualità improbabile che sia in atto una simile cospirazione, le buone notizie non hanno il potere di far scomparire quelle cattive. Nessuno provoca terremoti solo per vendere più giornali. Le tragedie accadono. Cercare di farne un tutt’uno con gli eventi positivi è come cercare di miscelare acqua e olio in un frullatore: né l’una né l’altro cambiano la propria natura, si ottiene solo un gran pasticcio e, soprattutto, la cosa non funziona.

Che amiate questo sito o che lo odiate, i numeri non mentono. Secondo il Dipartimento Statunitense della Giustizia, nel 2004 gli Statunitensi di età maggiore di dodici anni sono stati vittima di 24 milioni di crimini, tra rapine, aggressioni, assassini ed altro. 24 milioni di crimini! Confrontate un fenomeno simile con qualcosa di buono come il vincere una lotteria: negli Stati Uniti avete meno di una possibilità su un milione.

Diciamo che vi ci voglia un quarto d'ora a visitare questo o qualsiasi altro sito. Trascorso quel lasso di tempo saranno state stuprate più di sei persone (dati cortesemente forniti dal Rape, Abuse & Incest National Network). Potete dubitare delle persone finché vi pare, ma i numeri non mentono.

Perché la gente chiude gli occhi di fronte alla realtà della vita? Come mai costoro non riescono a vedere che ignorando la realtà espongono altri proprio a quello da cui essi stessi stanno fuggendo? Perché se la prendono con Moral Childfree per il suo riportare dei fatti? Lo psicologo Mark Griffiths ha compreso la ragione quando ha cominciato a compiere ricerche sui motivi per i quali molti sono così attratti dalle lotterie. Egli afferma: «Se venisse comunicato che esiste una possibilità su 14 milioni di ammalarsi di cancro entro una settimana, la risposta sarebbe “Oh, be’, sicuramente una possibilità remota in modo così infinitesimale non toccherà proprio me”; ma se la comunicazione riguardasse una analoga possibilità di vincere una lotteria, la risposta diverrebbe “Sì, qualcuno dovrà ben vincere, e allora perché non dovrei essere io?”». In altre parole, tendiamo a sottostimare la possibilità e l’impatto di un evento negativo ed a sovrastimare la possibilità di un evento positivo.

Vivere è soffrire. Tutti affrontano seccature, problemi o dolore. Tutti piangono, fosse anche solo da bambini. Anche nella migliore delle vite c’è dolore, a volte molto dolore. Il fatto che ciò valga per tutti non riduce l’entità del fenomeno. Piuttosto rafforza il nostro punto di vista. Dal momento che, prima o poi, la gioia termina con la stessa certezza con la quale al giorno segue la notte, la sofferenza incombe su ogni tipo di gioia. La sola differenza tra una vita e l’altra consiste nel tipo e nella quantità delle sofferenze. Ci sono molti generi e molte cause di sofferenza e di tensione, dalle piccole e grandi malattie agli incidenti, dai lutti ai problemi economici, dalla chemioterapia all’infinito. Potrei riempire un’intera pagina elencando i tipi di sofferenza disponibile, ma sono certo che avete capito. Anche le cosiddette “piccole” sofferenze, come i raffreddori, i mal di testa e i problemi di funzionamento dell’auto fanno parte del patrimonio di sofferenza d’una persona. Un elefante è costituito di piccole cellule, ma rimane un animale molto grande. La vita di una persona può essere fatta di “piccoli problemi” ma, alla fine, questi si sommano fino a guastare anche la migliore delle vite. Ed ogni vita termina comunque con la morte.

Le cose buone esistono, ma spesso ottenerle richiede un sacco di grattacapi, sofferenze, soldi, ecc. Gestire un’attività prospera può essere un bene, ma pensate a quanti sacrifici ci sono dietro a quel risultato.

La vita non è fatta solo di bene e male estremi – esistono anche le sfumature. Quelle sfumature comprendono la quotidianità come i lavori di casa e il lavoro più in generale. Quasi nessuno vorrebbe doverli fare. Se così non fosse, nessuno assumerebbe del personale di servizio per farsi fare il bucato, come nessuno abbandonerebbe il proprio lavoro nel caso di una vincita miliardaria.

Potreste sostenere che i vostri figli saranno la causa della propria stessa sofferenza. Ma evitare la sofferenza fa parte della natura umana, per cui cercare di evitare la sofferenza è proprio quello che faranno anche i vostri figli. Le cause di sofferenza che non è possibile evitare sono molte, come ad esempio le malattie ereditarie e gli incidenti. Se una persona che cammina lungo la strada potesse evitare d’essere investita dal guidatore ubriaco che lo ha renderà paralitico, non credete che lo farebbe? Anche quando una persona compie delle scelte stupide, può essere che l’età o le esperienze di vita l’abbiano messa in condizioni di non saper fare di meglio.

Raramente succede che le cose buone che capitano ai vostri figli siano piovute dal cielo. Solitamente sono il risultato di sangue, sudore e lacrime, spesso dovuti anche allo sforzo di superare le difficoltà interposte da voi, i loro stessi genitori. Non potete dire: «Non ho fatto che donargli la vita, il resto spetta a loro». Questa non è altro che una scusa, e pure patetica. Le cose che i vostri figli non possono controllare sono molte (le guerre, i difetti ereditari, certe malattie, la decadenza dovuta all’età, la morte, i conti da pagare, ecc.), e tra queste è compreso anche il fatto non secondario costituito dalla vostra scelta di trascinarli su questo mondo.

Esistono genitori che passano ogni tipo di difetto genetico ai propri figli volontariamente. Ho visto bambini vivere praticamente in ospedale a causa di gravi allergie e delle infezioni alle quali esse espongono, di asma, di diabete, per non parlare del cancro o dell’anemia falciforme. Eppure, i genitori si limitano a scrollare le spalle e, quando i propri figli annaspano fino a diventar paonazzi, a ragliare: «Non posso farci nulla… è un disturbo ereditario». Però, quando il figlio esibisce tratti genetici favorevoli come bellezza, atleticità, intelligenza o talento musicale, quei cretini se ne arrogano il merito. È ora che questa crudele ed ipocrita mandria prenda in considerazione tanto l’amaro quanto il dolce ed impari a farsi carico delle proprie scelte e delle proprie azioni. I genitori ci hanno condannato a farlo per quanto riguarda le nostre stesse vite, ora tocca a loro fare altrettanto.

Parlando di geni, anche le malattie infettive hanno una componente genetica. I geni determinano il modo in cui il corpo reagisce agli agenti patogeni (ovvero determinano se esso è in grado di contrastarli o se cederà, quanto gravi saranno i sintomi e anche quali saranno i sintomi).

 

Ecco ciò di cui siamo convinti:

  1. I genitori biologici devono ai propri figli ben più di quanto i figli debbano ai genitori (non necessariamente in senso economico). L’età dei figli non potrà mai invalidare questo fatto, dal momento che raggiungere una certa età non curerà un difetto genetico, né pagherà un affitto, né eliminerà la tensione, gli sforzi o altre forme di sofferenza.

    [Il fatto che spendiate soldi e sforzi per i vostri figli non estinguerà mai quel debito. Alcuni genitori credono di aver diritto a cinquant’anni o più di servizi per quel che fanno, ma non è così. I genitori hanno deciso di trascinare delle persone in questo mondo pericoloso, perfettamente consapevoli che quelle persone avrebbero sofferto sconfitte, offese, delusioni, dolore fisico ed emotivo, sofferenza… per poi invecchiare, decadere e morire. Trascinando le persone in questo mondo, i genitori le mettono in condizioni d’aver bisogno di cibo, abiti, cure, rifugio, assistenza medica ed altro per l’intera durata d’una vita, dovessero ben campare cent’anni. Eppure, essi se la cavano con la semplice richiesta legale (e la legge non ha nulla a che fare con la morale) di fornire certe cose per 17 anni. E spesso non vogliono neppure attenersi a quella richiesta. Inoltre, i genitori passano molte malattie e difetti ai propri figli, dall’asma al diabete, al cancro, all’anemia falciforme, alla sclerosi multipla, ecc. Nessuna quantità di cure, per quanto enorme, potrà mai rimediare a cose di questo genere. E la causa prima della necessità di quelle cure sono proprio i genitori.]

  2. Da un punto di vista morale, la cosa migliore che si può fare per una persona è semplicemente evitargli di dover vivere. Non diventare genitori, se non proprio la migliore, è una delle migliori scelte morali che si possano compiere. Non mettendo al mondo dei figli, abbiamo salvato una quantità innumerevole di persone dalla malattia, dalla sofferenza, da un’intera vita di schiavitù lavorativa, dalla morte certa, e altro. Non mettendo al mondo dei figli, possiamo concentrare la nostra attenzione su coloro che sono già in vita e che hanno bisogno d’aiuto. Perché generare altri problemi quando non si sono ancora risolti quelli che già abbiamo? A meno che desideriate morire in questo stesso istante, non avete il diritto di condannare a morte degli innocenti. Chi nasce, muore. Così, imponendo la vita a qualcuno, divenite anche la causa della sua morte. È davvero così semplice.

 

Perché promuoviamo questo modo di pensare?

  1. Quando alla gente verrà fatto conoscere chi deve cosa a chi, allora i genitori saranno incoraggiati a trattare i propri figli meglio di come fanno attualmente.

  2. Quando alla gente verrà fatto conoscere chi deve cosa a chi, allora la società si solleverà contro i genitori che non fanno quel che dovrebbero per i propri figli.

  3. Quando la gente aprirà gli occhi per vedere la realtà della vita, tenderà ad avere più rispetto per chi non ha figli e per la loro scelta compassionevole.

  4. È necessario che la verità venga a galla. La società dice che nessuno deve niente a nessuno, ma ciò non corrisponde al vero. Mai sentito parlare di conti da pagare?

  5. Quando alla gente verrà fatto conoscere chi deve cosa a chi, i figli adolescenti ed adulti saranno liberati dai sensi di colpa e smetteranno di sopportare quel che non dovrebbero tollerare da parte dei loro genitori.

 

«La specie umana continuerebbe ad esistere se i bambini venissero messi al mondo per un atto di pura razionalità? Un uomo non proverebbe piuttosto un’empatia tale nei confronti della generazione successiva da volerle risparmiare il peso dell’esistenza? O almeno da non accollarsi a sangue freddo la responsabilità di quel peso?»

Arthut Schopenhauer (1788-1860)
da “Le sofferenze del mondo” (1851)

 


La versione originale in inglese è reperibile presso < http://moralchildfree.tripod.com/ >