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UOMO = VIRUS?

 

Autore: Pinco Pallino
Data: 15/07/03 - 15:08

 

Ho letto, troppo spesso, che l’uomo sarebbe una specie di virus del pianeta e che o dovremmo augurarcene l’estinzione o la natura sta agendo per riequilibrare la situazione mandandoci cancheri vari (tesi sostenuta, ad es. , il primo che mi viene in mente, da Preston — Area di contagio).

Ovviamente c’è chi pensa questo vero.
E questo presuppone che ci siano persone in cui i concetti di “umanità”, “vita”, “natura” siano in uno stato di confusione simile a quello della materia nel caos primordiale.

Comunque, a parte altre considerazioni, anche solo utilizzando un ragionare scientifico-materialista, si trova molto inadeguato il verbo “pensa” in quanto i soggetti afflitti da questa patologia (il credere l’uomo dannoso) , se pensassero realmente e quindi fossero coerenti con le loro affermazioni, dovrebbero, dato che si suppone trattarsi di esseri umani e non di alieni travestiti, trarre le evidenti conclusioni e iniziare a dare il buon esempio liberando la terra dalla loro presenza. Per cui, come dice Tal dei Tali, chi pensa che il pianeta sarebbe migliore senza l’uomo non ha che da essere coerente ed attaccarsi alla canna del gas o altro mezzo più ecologico e già darebbe un certo, anche se limitato sollievo, a questo mondo travagliato.

Siccome questo non accade vuol dire che :

In realtà, quello che manca, profondamente e seriamente, è una minima visione coerente (almeno un tentativo, almeno una ricerca, almeno un accenno…) del problema dell’esistenza.
Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo non è solo il titolo di un quadro di Gauguin, ma quello che, se almeno saltuariamente, ci chiedessimo tutti, anche senza la pretesa di darci risposte, ma almeno ponendoci le domande, darebbe qualche germe atto a calmare le psicosi monomaniacali di tanti.

Questo anche alla luce del fatto che il battersi per uno scopo, con mezzi errati, porta proprio ai risultati opposti di quelli che ci si prefigge.
L’ho ripetuto tempo addietro per i vegetalastri: non si può sostenere una tesi (profondamente giusta) con argomenti sballati e sopratutto con principi sbagliati.

E non è solo per il capretto che viene macellato che fa differenza il tono di voce del difensore.

Perchè il fine NON giustifica i mezzi, in nessun caso; anche se, in base alle condizioni “relative” del mondo diventa a volte -quasi- obbligo.

In realtà, quello che intendo, è che la “forma” può contare quanto e più della “sostanza”. E di questo va tenuto conto in ogni nostra decisione.

Pinco Pallino


 

Re: UOMO = VIRUS?

 

Autore: Carpanix
Data: 15/07/03 - ???

 

Ebbene sì, caro Pinco Pallino! Ti scrivo nuovamente [oggi ho tanto tempo].

Chiedi: “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”. Il contesto è quello di una lettera nella quale contesti il fatto che l’uomo sia un organismo dannoso. Non è un tema facile, ma proverò a renderti partecipe di alcuni dei miei punti di vista.

1) CHI SIAMO? Siamo animali, né più né meno. Con tutti i pregi e i difetti di qualsiasi altro animale. Tristemente, fin da quando brancoliamo per le stanze di casa cercando di dire “mamma” c’è qualcuno che cerca di convincerci del contrario. Ed inevitabilmente ci riesce. “Scendere dal piedistallo, prego!” dovrebbe essere una sorta di “imperativo categorico”, ma per qualsiasi animale è alquanto scomodo spodestare se stesso da una posizione di privilegio acquisita. Quindi, continuiamo a crederci ad un passo dalla divinità. Ha, ha, ha!

2) DA DOVE VENIAMO? Da un indeterminato angolino della Terra nascosto nelle misteriose e insondabili profondità di un passato molto remoto. E non è detta che lì non siamo arrivati provenendo da qualche altra parte. In effetti, la nostra origine è così antica e così ben celata che tutto quello che possiamo fare è avanzare ipotesi sulle nostre origini. Visti i presupposti del punto 1), pare abbastanza ovvio come queste ipotesi possano essere viziate alla radice e quindi inattendibili in quanto sempre indimostrabili.

3) DOVE ANDIAMO? Chi lo sa? Se sondare il passato è difficile, sondare il futuro è impossibile. Almeno per ora. Perché in futuro... boh? O forse intendevi dire “dove andiamo... dopo la morte?”. Ancora più difficile. Nel dubbio, stiamocene tranquilli! Non può venircene che del bene... [chiamasi agnosticismo]

Più interessante sarebbe chiedersi “cosa possiamo fare, fintanto che siamo?”. E sia, me lo chiedo da solo!

4) COSA POSSIAMO FARE, FINTANTO CHE SIAMO? La mia personale risposta è: cercare di vivere il meglio possibile senza lasciare traccia di noi e intralciando il meno possibile coloro che vivono al nostro fianco [compresi gli esseri viventi solitamente definiti “inferiori”], pretendendo che questi non intralcino noi. Magari, prassi assai poco diffusa, cooperando per aiutarci ad ottenere questo unico scopo. E’ un modo di pensare tipicamente anarchico. Troppi non lo rispettano e intralciano il mio altrimenti sereno cammino verso la morte individuale. Che, intendiamoci, dal mio punto di vista sarà la morte anche di tutti voi.

A questo punto, che senso ha considerare l’uomo un organismo dannoso? Un essere autocosciente che non abbia ambizioni sfrenate si astiene giocoforza dal fare più danno di quanto ne faccia qualsiasi essere per il semplice fatto di essere vivente. Mai tenterà di monopolizzare la propria biosfera a danno di tutti gli altri. Sarà soddisfatto della propria nicchia e tenderà a godersela nell’attesa dell’inevitabile che, ovviamente, cercherà solo di rimandare il più possibile. Mangerà chi sta sotto di sé nella catena alimentare [vegetale e/o animale] e, se non riuscirà a difendersi o a fuggire, soccomberà di fronte a chi sta sopra. Senza dare alcun valore “morale” alla cosa, farà ciò che è nelle sue possibilità: inventerà armi per difendersi e per procurarsi il cibo; tenterà di migliorare le proprie conoscenze per assicurarsi quanti più agi possibile, allontanando nel contempo da sé i disagi; adatterà la propria nicchia alle esigenze di una vita comoda, curando l’ottenimento di un equilibrio stabile e che non gli richieda uno sforzo eccessivo per essere mantenuto...

QUESTO TIPO D’UOMO INTELLIGENTE [MOLTO RARO, PURTROPPO] NON FARÀ LA COSA PIÙ STUPIDA CHE UN ESSERE VERAMENTE AUTOCOSCIENTE POSSA FARE: RIPRODURSI FINO A DIVENTARE UNA PIAGA GLOBALE, TENTANDO DI ALLARGARE LA PROPRIA NICCHIA ALL’INTERO PIANETA E OLTRE NELL’ILLUSIONE DI ESSERE UN’ENTITÀ “SUPERIORE”.

Purtroppo, questo tipo d’uomo intelligente è vittima di sé stesso ed uccide quotidianamente la propria razionalità nel nome degli “ideali” più bizzarri. Sic!

 

Cordialmente
Carpanix


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