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PERCHÈ LA POPOLAZIONE DELLA TERRA SARÀ DECIMATA

di Jay Hanson — 20/06/2003
traduzione di Carpanix

 

Posso semplificare il lavoro di ricerca di oltre dieci anni in due gruppi di “leggi fisiche” che pongono limiti alquanto rigidi a ciò che possiamo o non possiamo fare: (1) leggi che riguardano l’energia e (2) leggi che riguardano l’evoluzione biologica. Per quanto riguarda il perseguimento della sostenibilità, tutto il resto non conta.

 

1. Leggi che riguardano l’energia

Una volta in grado di comprendere il sistema di misurazione della “eMergia” [“Embodied Energy”: energia incorporata - N.d.T.] di Odum (in effetti molto semplice, ma non per le menti anziane), mi sono accorto che ci sono solo tre princìpi fondamentali: la Prima Legge della Termodinamica (l’energia non può essere creata), la Seconda Legge della Termodinamica (c’è sempre una perdita) e i princìpi della “eMergia netta” (“energia netta” rapportata alla “qualità”). [1]

Dopo avere compreso i tre semplici princìpi appena citati, si è in grado di capire che l’unico modo in cui la nostra società potrebbe essere veramente sostenibile, consisterebbe nel ridurre la nostra impronta energetica complessiva — minori consumi e popolazione meno numerosa — fino al punto in cui il livello della popolazione globale ritornasse ad un paio di centinaia di milioni di individui a spasso per i boschi. È anche la conclusione di Georgescu-Roegen. [2]
E questa è la parte più facile…

 

2. Leggi che riguardano l’evoluzione biologica

La natura umana è molto più difficile da capire, principalmente per due ragioni: (1) non ci viene insegnata e (2) siamo geneticamente inclini ad evitare la conoscenza di noi stessi. In altre parole, insegnare a qualcuno la natura umana è come insegnare ad un cane a non abbaiare. [3]

Ridurrò molti anni di ricerche sulla natura umana all’essenziale: una analogia coi computer e un principio sociale. Per quel che riguarda la questione della sostenibilità, ogni altro aspetto della natura umana può essere ignorato — semplicemente non importa.

 

a. Una analogia coi computer

Un software non può funzionare se l’hardware non lo consente. In altri termini, un hardware funzionale è il presupposto indispensabile perché un software possa essere funzionale.

Il pensiero umano è “algoritmico” (non matematico) e simile al software dei computer. Nessun pensiero conscio (software) può esistere senza i neuroni, i dendriti e i neurotrasmettitori che lo rendono possibile (hardware). Come accade per tutti i computer, l’hardware è il prerequisito fisico per il software — ma la somiglianza con i computer che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno si ferma qui.

Il cervello umano è molto differente dai PC preprogrammati, digitali, binari e a singolo processore che usiamo quotidianamente. Piuttosto, il cervello umano è una “state machine” (una macchina nella quale la logica del programma può cambiare se stessa in relazione ai dati) cablata (non preprogrammata), analogica (non digitale né binaria) e multiprocessore (non con un singolo processore).

Un umano non può condurre un certo pensiero a meno che questo sia stato reso possibile da una precedente “cablatura” (per esempio un programma innato, l’istruzione, una riflessione, un pensiero critico). Inoltre, i cervelli anziani sono molto più difficili da “cablare” di quelli giovani.

I cervelli sono già in gran parte cablati verso i 25 anni. Durante la mezza età, possono essere necessari due o tre anni di duro lavoro per comprendere qualcosa di completamente nuovo (per sviluppare l’hardware cerebrale richiesto per gestire quel pensiero).

Il cervello umano esce dalla fabbrica con un corredo di programmi innati progettati empiricamente (nel corso di un miliardo di anni), tesi storicamente a massimizzare il “benessere complessivo”. Uno di questi programmi è stato progettato specificamente per inibire la conoscenza di sé per quanto riguarda le questioni sociali. Rimanendo inconsapevoli delle nostre reali motivazioni, riusciamo ad ingannare gli altri in modo alquanto più efficiente. Abbiamo sviluppato questa caratteristica perché il bugiardo più convincente è in vantaggio nella competizione sessuale (per esempio, Bill Clinton).

In sintesi, la gente non può concepire un pensero se il cervello non è stato prima “cablato” per farlo. Ecco perché una civiltà dopo l’altra rimane senza energia e collassa [4]. Questa è anche la ragione per la quale noi stiamo ora a nostra volta per esaurire la nostra energia e siamo avviati verso il collasso.

 

Un sottoprodotto della carne: la consapevolezza

Contrariamente a quanto si crede, la gente non riflette per poi agire. Agisce per poi razionalizzare (alla lettera!) [C.f. Cazzaniga, 1998]. La consapevolezza stessa è un prodotto dell’hardware (come una specie di film) che compare, diciamo, circa mezzo secondo dopo essere stata prodotta. I nuovi dati provenienti dall’ambiente vengono ciclicamente immessi nell’hardware mentale (un po’ come immettere un numero in un foglio di calcolo), il che è seguito da un pensiero appropriato. Dal momento che la gente non dispone di un cablaggio adatto per il dato rappresentato dal “picco della produzione di gas e petrolio”, le informazioni che riguardano la crisi energetica attuale non possono generare un pensiero appropriato. Solo una riflessione prolungata è in grado di condurre allo sviluppo dell’hardware mentale necessario per cogliere le implicazioni di informazioni così importanti. Sfortunatamente, poche persone possono investire le migliaia di ore necessarie per cogliere con chiarezza gli aspetti energetici ed evoluzionistici della condizione umana.

 

b. Un principio sociale

Gli individui escono dalla fabbrica preprogrammati per ricercare il benessere complessivo secondo modalità che sono state funzionali in passato. Nella società moderna, la crescita economica permette di aumentare il benessere. Ecco perché “ci sentiamo bene” quando guadagnamo dei soldi, comperiamo un’auto nuova o cose del genere. Sfortunatamente, quando il nostro programma innato determina che il benessere complessivo si ottiene meglio violando le norme sociali, violiamo quelle norme alla ricerca di un vantaggio. Questo spiega il tasso di criminalità più elevato tra la nostra popolazione a basso reddito e la ragione per la quale le nazioni entrano in guerra.

Le società possono rimanere ragionevolmente stabili finché continua la loro crescita economica — fintanto che l’economia è in grado di fornire benessere complessivo alla maggioranza della popolazione. Ma, quando la crescita economica diviene fisicamente impossibile — come è inevitabile — le società si disintegrano e cadono nell’anarchia e nella guerra, con individui e gruppi che cercano un vantaggio sugli altri.

 

Conclusioni

Quando si comprendono i tre semplici princìpi evidenziati in questo scritto, è possibile capire che l’unico modo in cui la nostra società potrebbe essere veramente “sostenibile” è ridurre la nostra impronta energetica complessiva. In altri termini, le leggi che regolano l’energia ci obbligheranno a ridurre continuamente la nostra impronta complessiva, che lo vogliamo o no.

Quando si comprende la natura umana così come evidenziata in questo scritto, è possibile capire anche che la stabilità sociale richiede che si accresca continuamente l’uso di energia, cosa che sappiamo essere fisicamente impossibile! Non dovrebbe sorprendere che noi si sia preprogrammati per sfondare i limiti e collassare, proprio come gli altri animali. [5]

Da parte dei privilegiati che detengono il potere non giungerà alcuna soluzione, poiché è impossibile risolvere il problema della corruzione (cioè il programma genetico che ci induce a violare le norme in cerca di un vantaggio). Sfortunatamente, il meglio che i poveri possono sperare è una morte indolore.

 

Riferimenti

[1] Vedi anche, su questo stesso sito, “Synopsis” [in inglese].
[2] Georgescu-Roegen era preoccupato principalmente dalla sempre minore disponibilità di materia (non energia) a bassa entropia. Vedi anche http://www.dieoff.org/page148.htm [in inglese].
[3] Vedi anche, su questo stesso sito, “Il principio della Massima Potenza” [in italiano]
[4] Vedi anche, su questo stesso sito, “Complessità, risoluzione dei problemi e società sostenibili” [in italiano]
[5] http://www.dieoff.org/page80.htm [in inglese]

 

Traduzione di Carpanix.
Versione originale in inglese: fai click qui.