Home

 

“L’ETÀ DELLA PIETRA POST-INDUSTRIALE”
GIUSTIFICAZIONI

di Perry Arnett
traduzione di Carpanix

 

Perché credo in ciò che credo?

Riassunto:

Le proiezioni secondo le quali i combustibili fossili subiranno un declino ad un tasso compreso tra il 2% e il 5% all’anno dopo aver raggiunto il picco massimo nella produzione [1], anche se è probabile che siano proiezioni tecnicamente accurate, potrebbero non essere comprese universalmente nella loro importanza. Il ‘vero’ tasso, una volta avviato, potrebbe essere 2 o 3 volte maggiore di quello ‘previsto’. E gli effetti di quel tasso di declino è probabile che siano nell’ordine di 2-3 volte ulteriormente superiori!

Per spiegare:

  1. Natura umana e false relazioni:
    Non sarà nell’interesse di nessuno riferire nei fatti la verità relativamente al declino dei combustibili fossili nei primi tempi da che questa si verificherà. I proprietari, i produttori, i geologi, le organizzazioni professionali, i governi, le corporazioni, i rivenditori, la stampa — nessuno avrà alcuna ragione di riferire la verità.

    Nei fatti, essi avranno motivo di riferire un minore declino di quello realmente in atto. Quindi, credo che quando le prime relazioni riferite al “declino” cominceranno ad essere discusse, esse saranno erroneamente riferite in misura minore alla realtà, secondo un fattore da due a tre volte inferiore al tasso ‘reale’. Gli interessi di coloro che saranno correntemente al potere di tentare di restare al potere, e di coloro che vendono di continuare a vendere, li porteranno a trarre in inganno gli elettori e gli investitori. Così, nella migliore delle ipotesi, il “tasso reale” di declino dopo il ‘picco’ massimo nella produzione sarà illusorio. [2]

  2. Natura umana e reazioni mirate alla sopravvivenza:
    Quando l’idea del declino diverrà nota e sarà accettata dalle masse, la gente comincerà ad usare meno combustibili fossili. La gente dovrà farlo — non appena tali combustibili diverranno meno disponibili o economicamente meno abbordabili.

    Una delle prime cose ad essere abbandonate sarà la mobilità discrezionale. La gente comincerà dapprima a viaggiare meno per divertimento, quindi per gli acquisti, quindi userà in genere meno l’auto e il fuoristrada. Il costo di tutti i beni e i servizi comincerà a salire quando la disponibilità di energia comincerà a scendere e la scarsità a farsi sentire trasversalmente nell’assetto economico.

    Ci saranno migrazioni verso le città per coloro che cercheranno un lavoro più vicino a casa, fino a quando essi si accorgeranno che non c’è sicurrezza in città. Quando diverranno consapevoli di questo fatto, cominceranno a migrare fuori città e ‘a monte’, verso quei posti nei quali penseranno, a torto, di poter trovare pace, sicurezza, cibo ed acqua. Vedrete Los Angeles, Phoenix e Las Vegas svuotarsi e Flagstaff, Grand Junction e Bois riempirsi [secondo una prospettiva più italiana, vedrete Milano svuotarsi e i paesi turistici della Valtellina riempirsi - N.d.T.].

  3. Inefficienze dovute a distribuzione inadeguata e sue conseguenze:
    Quando si verificherà quanto descritto, l’industria dell’auto subirà un calo di vendite così forte da doversi liberare dei propri lavoratori a decine di migliaia; chi comprerà auto se non ci sarà abbastanza carburante per guidarle? L’industria dell’auto così come la conosciamo scomparirà in gran parte. Questo effetto toccherà anche le altre principali industrie di trasporti — autocarri, treni, aerei, navi, ecc.

    Quando il declino comincerà sul serio e sarà in generale accettato come un fatto della vita, vedremo le principali lobbies combattere per le spoglie; per esempio trasportatori su gomma, fabbricanti di automobili, ferrovieri, aeroportuali, e imprenditori agricoli saranno tutti allineati per fare pressioni sul legislatore affinché dia loro la propria “giusta parte” delle risorse in progressiva diminuzione. Diranno: “Dateci più carburanti (rispetto agli altri) e vi salveremo il culo…”.

    Insieme a frequenti black-out, vedremo frequenti distribuzioni: i politici lo faranno e inizieranno la rotazione delle risorse in declino. Il razionamento verrà ripristinato.

    Gli agricoltori riceveranno le spoglie questo mese, le aviolinee il prossimo, e così via. Le pressioni per la propria ‘giusta parte’ delle spoglie provocherà solo, come sempre, collocamenti inadeguati delle risorse in via di esaurimento; ancor più inadeguate che se non fossero state fatte pressioni per nulla. Quanto maggiori saranno gli sforzi per fare pressione, tanto maggiore sarà l’inadeguatezza della distribuzione. Quando tale inadeguatezza diverrà sfrenata, ci si comincerà ad accorgere dell’inefficienza provocata dal mercato controllato.

    Vedo in questo un ‘moltiplicatore negativo’ che non è menzionato da nessun altro. Quando il declino dei combustibili fossili sia del, diciamo, 3%, a causa delle inadeguate distribuzioni portate avanti tra concussioni, corruzioni e simili, la perdita di fertilizzanti per l’imprenditoria agricola potrebbe diventare del 6%! E quando la perdita dei fertilizzanti sia del 6%, la quantità di cibo che raggiungerà i magazzini tramite l’industria dei trasporti potrebbe calare del 10% a causa della maggiore inefficienza in quel ramo, e così via.

Ciò che voglio dire, è che quanto peggio potrà diventare, tanto peggio diventerà.

Così la spirale discendente sarà come il vortice della tazza del gabinetto; la velocità dell’acqua è ridotta ai bordi, e il movimento è appena percettibile; ma il movimento si fa progressivamente più violento quanto più uno si avvicina al centro, fino a quando la velocità del declino nel mezzo — dove sta il vero movimento — non ha quasi alcuna relazione con la velocità del declino ai bordi.

La maggior parte oggi sembra concentrare la propria attenzione sulla velocità del declino “ai bordi”, (“quale sarà la velocità del declino nell’industria dei combustibili fossili dopo che il picco massimo nella produzione sarà raggiunto?”), ma pochi sembrano chiedersi quale sarà la velocità nel mezzo — dove saremo voi, io e le nostre famiglie.

Così, mentre alcuni parlano di proiezioni di declino annuale della produzione di solo il 3-5%, io vedo i veri ‘effetti’ del declino aggirarsi intorno all’8-15% o più, dal che derivano le premesse che mi portano alle mie conclusioni. Laddove il tasso di declino “riferito” può essere nell’ordine del, diciamo, 3-5% e il tasso di declino “reale” può essere nell’ordine del, diciamo, 4-12%, il tasso di declino “effettivo”, ovvero il tasso di declino che influisce sulle persone e sulla loro capacità di compiere un lavoro, mantenerlo, guadagnarsi da vivere, mettere il cibo in tavola e sopravvivere, potrebbe essere in effetti nell’ordine del, diciamo, 8-20% all’anno. Con un declino così rapido dei benefìci che derivano dai combustibili fossili a buon mercato e prontamente disponibili — cibo, fibre, trasporti, comunicazioni, energia, ecc. — la esorbitante quantità della popolazione deve diminuire rapidamente.

Quindi, con meno combustibili, meno fertilizzanti, meno trasporti, meno efficenza in tutte le aree dell’industria e del commercio, ci sarà meno cibo; meno cibo seminato, meno cibo concimato, meno cibo irrigato, meno cibo maturato, meno cibo raccolto, meno cibo preparato, meno cibo trasportato ai mercati all’ingrosso, meno cibo da vendere al dettaglio e, alla fine, meno cibo da mettere sulla tavola delle famiglie. E le sole cose che saranno più abbondanti saranno fame, malattie, violenza e morte — e concussione e corruzione. Nascerà il mercato nero del cibo, del carburante e dell’energia e farà concorrenza a quello che si supporrà essere il ‘mercato libero’ controllato dal governo, dalle più importanti corporazioni e dalle loro lobbies.

(Testimone la recente “inadeguata distribuzione di risorse” in Sud Africa dove il governo proibisce alla gente di ottenere le granaglie perché sono geneticamente modificate. Indipendentemente dalla posizione che uno può avere a proposito degli OGM, l’effetto è che la gente non riceve il nutrimento del quale ha bisogno a causa dell’inefficienza politica e di altre inefficienze del sistema. Vedo quello scenario ripetersi numerose volte in molti altri campi della vita — presto.) [3] Quando le masse alla fine si accorgeranno che i governi di ogni tipo non sono in grado di fornire alcun ‘beneficio’ sostanziale, cioè cibo per singoli e famiglie e quando la gente si accorgerà che indipendentemente da quanto potente possa essere in altri campi, G.W. Bush non può creare neppure uno staio di frumento, nascerà probabilmente un’anarchia spontanea. Quando ciò accadrà, si verificheranno ancora maggiori problemi di distribuzione delle risorse e, di conseguenza, ancora maggiore inefficienza nella produzione e nella distribuzione. Fino a quando ci sarà un militare, il militare dovrà avere la sua parte di gas e petrolio; al diavolo i poveracci (cioé voi ed io…). E la spirale discendente non farà che accelerare. Ricordate, questa società e la sua cultura sono chiaramente basate sulla pronta disponibilità pressoché universale di combustibili fossili a buon mercato.

Scusate se sono così pessimista, vedo ciò che vedo e devo concludere ciò che concludo. Ancora una volta, penso che Duncan ci abbia messo sulla strada giusta; ad ogni modo, penso anche che troppo pochi abbiano colto la sua grande analisi e la seguano — ovunque conduca.

La civiltà occidentale è veramente appesa ad un filo, o sta sul filo del rasoio — e quel filo è il petrolio o, con più precisione, la combinazione di combustibili fossili che usiamo correntemente. Fintanto che l’energia a buon mercato, prontamente disponibile e di alta qualità è alla portata della maggior parte di noi, la vita sembra dannatamente buona! Ma la crescita della popolazione mondiale combinata con il declino della produzione dei combustibili fossili può solo portare a una rottura di quell’equilibrio — in una direzione nella quale nessuno di noi vuole andare. Eppure, in una direzione che nessuno di noi può cambiare.

Questo è un gioco che non porta da nessuna parte: G.W. Bush può solo invadere e controllare tutte le nazioni della Terra che dispongono di riserve di petrolio. Quando le avrà occupate tutte, per lui sarà finita! (e per noi pure). A quel punto, quando la mamma non potrà andare a prendere i propri figli all’allenamento di calcio perché non ci sarà più benzina da mettere nel Pajero, la m***a sarà già finita nel ventilatore e gli schizzi avranno già raggiunto la maggior parte di noi.

Non molti ‘dati concreti’, e non molta ‘documentazione’ — è solo il mio punto di vista.

 

Di Perry — Utah
Traduzione di Carpanix
Versione originale in inglese: fai click qui.


[1] Duncan, et al, Dieoff.org
[2] Machiavelli; “Il principe”
[3] ABC News